Provincia autonoma di Trento - Servizio Civile

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Catalogazione e divulgazione dei beni culturali

Chiara Fracassi - Museo degli Usi e Costumi della gente trentina

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Chiara si è raccontata per noi!

Sono Chiara Fracassi ho 23 anni e svolgo il servizio civile universale provinciale presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige.
Sono laureata in Scienze dei beni culturali a indirizzo archeologico presso l’Università Cattolica di Milano con 110/110 e l’idea si collaborare con un museo ha costituito da sempre il mio sogno nel cassetto lavorativo.

Il mio progetto si chiama “Catalogazione e divulgazione dei beni culturali”, mi sono occupata e continuo a occuparmi di studiare gli oggetti esposti al museo e conservati nei magazzini: tramite lo studio della guida cartacea ho appreso la terminologia corretta degli oggetti, successivamente ho analizzato le decorazioni in legno, i presepi, le sculture in cera e in teca di vetro; infine ho preparato un discorso omogeneo per future visite guidate e ho analizzato la sala dedicata al culto dell’arcangelo san Michele. Durante questi tre mesi di servizio ho anche partecipato alle riprese di una puntata di Sereno Variabile andata in onda il giorno 11 novembre su rai 2.

L’aneddoto che vi vorrei raccontare è proprio questo: un giorno a pranzo la responsabile della comunicazione del museo ci ha proposto di collaborare, come comparse, alla rievocazione dei mestieri di un tempo per il programma di rai 2 che avrebbe incentrato la puntata su piana Rotaliana e Val di Non: io e una mia collega abbiamo dato la nostra disponibilità; ho colto questa opportunità anche perché ho frequentato diversi corsi di recitazione e ho recitato in teatro a livello amatoriale, non ho problemi a parlare in pubblico e in quella occasione mi hanno dotato di microfono  e ho esposto gli strumenti utilizzati per sgranare il mais.

Il mio percorso è bellissimo, di grande crescita personale anche grazie a piccole difficoltà che ho superato: in particolare avendo un orario flessibile purchè si rispetti la media di 30 ore settimanali mi sono organizzata per suddividerle equamente nei vari giorni, dividere il carico di lavoro in maniera omogenea anche il più delle volte facendo qualche ora extra per poter recuperare più avanti.

Ho imparato inoltre a lavorare in gruppo: solitamente ero abituata a studiare e lavorare da sola per mantenere più alto il livello di concentrazione ed evitare distrazioni ma grazie a questo progetto ho capito che in squadra si lavora meglio perché ci si può aiutare reciprocamente; il mio percorso è davvero una grande ricchezza a livello personale e lo consiglierei a tutti i ragazzi:  universitari, in cerca di occupazione o i neodiplomati un po’ indecisi su che cosa fare “dopo” il diploma; secondo il mio punto di vista lo SCUP potrebbe essere per tutti un buon inizio per entrare nel mondo del lavoro a  piccoli passi. Il servizio civile mi ha aiutato a sviluppare ulteriormente le mie capacità relazionali e comunicative. Altra difficoltà superata? Lo avrete capito: sono una persona a cui piace molto scrivere…il problema? Sono sempre stata molto prolissa e spesso questo fa perdere la capacità di ascolto nelle persone a cui ci si rivolge: la mia esperienza mi ha aiutato a sviluppare capacità di sintesi elaborando sintetiche ed esaustive descrizioni degli oggetti in inventario.

Come definire il servizio civile in una parola?
Non è possibile: ce ne sono tante: cooperazione, sostegno, apprendimento costante, imparare cos’è il lavoro in un clima protetto, fortuna di avere trovato il progetto ideale per me…..sintonia con i colleghi e lo staff del museo che si rapporta con noi non come superiori ma come colleghi. Ecco forse sì la parola che lo può sintetizzare è ARMONIA.

 

 

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